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- Iniziative politico culturali a Napoli ed in Irpinia volte a diffondere il pensiero e i principi ispiratori della vita di Lucia Mastrodomenico, a favore di donne, bambini, lotta alle disuguaglianze diffusione della cultura di pace, legalità, dignità umana;
- Promozione di programmi di educazione sentimentale;
- Mostre Fotografiche sulla storia del femminismo in Italia e sulla cultura delle donne al sud;


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A 80 anni dal voto alle donne: una conquista di libertà e democrazia

di Luisa Festa

Ottant’anni fa, nel 1946, le donne italiane votarono per la prima volta. Fu un passaggio storico decisivo, non solo per le donne ma per l’intero Paese: l’ingresso di milioni di cittadine nella vita politica segnò la nascita di una democrazia più inclusiva e moderna. Quella conquista non fu improvvisa. Fu il risultato di una lunga battaglia durata quasi mezzo secolo, iniziata all’inizio del Novecento, quando le donne cominciarono a organizzarsi per rivendicare diritti, dignità e cittadinanza politica.

Le origini del movimento delle donne

Anche in Italia, come in altri Paesi europei, nacquero i primi movimenti femminili. Donne come Anna Kuliscioff, insieme a socialiste, emancipazioniste e associazioni femminili, si batterono per migliori condizioni di lavoro, per la parità salariale e contro lo sfruttamento nelle fabbriche, in particolare nel settore tessile e nelle manifatture dei tabacchi. Le prime conquiste arrivarono con alcune leggi di tutela, come quella del 1902 a protezione di donne e fanciulli. Tuttavia, il diritto di voto restava escluso dall’orizzonte politico. Nel 1912, infatti, il suffragio universale fu esteso solo agli uomini, provocando proteste, scioperi e una crescente presa di coscienza femminile.

Dalla guerra alla Resistenza

Un ruolo decisivo fu svolto dalle donne durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1943 molte parteciparono agli scioperi nelle fabbriche del Nord e alla lotta antifascista. Dopo l’8 settembre nacquero i Gruppi di Difesa della Donna, che unirono l’impegno nella Resistenza alla richiesta di diritti politici e rappresentanza. Nel 1944 si formarono associazioni fondamentali come l’Unione Donne Italiane (UDI), ilCentro Italiano Femminile (CIF) e l’ANDE, che prepararono il terreno per il riconoscimento del diritto di voto.

Il 1946: il voto e la nascita della Repubblica

Nella primavera del 1946 le donne votarono per la prima volta alle elezioni amministrative: furono elette oltre 2.000 consigliere comunali e sei sindache. Pochi mesi dopo, il 2 e 3giugno, uomini e donne furono chiamati insieme a scegliere tra Monarchia e Repubblica e a eleggere l’Assemblea Costituente. Fu un momento fondativo della Repubblica italiana. Tra i 556 deputati eletti, solo 21 erano donne, ma il loro contribu to fu determinante.

Le Madri della Costituzione

Le 21 donne elette all’Assemblea Costituente, provenienti da schieramenti politici diversi,seppero collaborare per affermare principi comuni di uguaglianza e giustizia. Grazie al loro impegno, nella Costituzione del 1948 entrarono articoli fondamentali come: 

 l’articolo 3, sull’uguaglianza di tutti i cittadini;

 l’articolo 37, sulla parità nel lavoro;

 l’articolo 51, sull’accesso paritario alle cariche pubbliche.

La Costituzione rappresentò una svolta storica: per la prima volta si rompeva con una tradizione giuridica che aveva relegato le donne a una posizione di inferiorità nella vitacivile, familiare e politica.

Un percorso lungo e complesso

Nonostante i principi costituzionali, la parità reale richiese decenni di lotte. Per lungo tempo rimasero in vigore leggi discriminatorie, come il Codice Rocco, che sanciva la subordinazione femminile e prevedeva il delitto d’onore, abolito solo nel 1981. Molte conquiste arrivarono tra gli anni Sessanta e Settanta: l’accesso delle donne a tutte le professioni, la riforma del diritto di famiglia, le leggi su lavoro, maternità, salute e contro la violenza sessuale. Furono il risultato delle battaglie femministe e dell’impegno politico e sociale delle donne.

Le sfide del presente

A 80 anni dal primo voto, la presenza femminile nelle istituzioni è aumentata, ma resta inferiore rispetto alla media europea. Persistono disuguaglianze nel lavoro, nei salari e nella rappresentanza politica, soprattutto a livello locale. Anche oggi il percorso verso una piena parità è ancora incompiuto. I diritti conquistati vanno difesi e ampliati, in un contesto segnato da crisi economiche, sociali e geopolitiche che colpiscono in modo particolare le donne.

Una conquista da ricordare e continuare

Il voto del 1946 non fu un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino. Le donne hanno contribuito in modo decisivo alla costruzione della Repubblica e continuano a essere protagoniste della società italiana. A 80 anni dalla conquista della piena cittadinanza politica, la domanda resta aperta: quale ruolo avranno le donne nel futuro dell’Italia e del mondo? Rispondere significa continuare a lavorare per una democrazia davvero paritaria, fondata non solo sui diritti scritti, ma su opportunità concrete e uguali per tutte e tutti.